Tinture melange

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Un nuovo mondo di colori variegati in tinto pezza

In questo articolo presenteremo alcune interessanti possibilità tintoriali al fine di ottenere una grande gamma di colori melange monocromatici e a più colori, a partire da un unico tessuto greggio. I tessuti di queste immagini sono stati tutti tinti in pezza, partendo da tessuti greggi non colorati, né melangiati.


Quanto descriverò, consente – da un solo tessuto greggio di partenza – di ottenere colori ed effetti estetici molto diversi, ricavando talvolta articoli completamente differenti fra loro. Infatti, a seconda delle diverse tecniche di tintura realizzate, gli aspetti finali possono essere talmente differenti uno dall’altro da far pensare, oltre a differenti effetti di colore, anche all’impiego di tessuti di partenza differenti.
Rispetto ad altre modalità di tintura (anche in capo), queste possibilità tintoriali offrono non solo coloriture particolari, ma anche tinture solide ai lavaggi e alla luce, ripetibili nel tempo e nei diversi bagni, certificabili (su richiesta) rispetto a tutti gli standard di mercato.

Introduzione

Per impiegare con profitto questa tecnica occorre un po’ di impegno da parte vostra, perché l’argomento è piuttosto ampio, comprende diversi aspetti e quindi va affrontato per gradi.  Il compenso per questa fatica è che apprenderete informazioni su aspetti inerenti filati, tessuti e tinture che potranno servirvi in innumerevoli altre occasioni e, naturalmente, su come realizzare nello specifico dei prodotti tessili molto particolari, talvolta bellissimi e soprattutto inimitabili. Questa “esclusività di risultato” risiede nel fatto che l’aspetto finale del tessuto dipende da caratteristiche di filatura, tessitura e tecniche tintoriali: riprodurre l’esatta combinazione di fattori che avrete impiegato per realizzare il vostro prodotto è quasi impossibile, anche per un tecnico competente.
Lo scopo che ci prefiggiamo con questo e con il prossimo articolo (che ancora non c’è…) è sostanzialmente di porvi in grado di fare due cose:

  • prevedere (ragionevolmente) quali effetti si possano ottenere da certe composizioni e da certi tessuti opportunamente tinti con certi toni-colore;
  • definire quali filati e quali tessuti di partenza occorrano affinché, una volta tinti opportunamente, diano luogo agli effetti cromatici e stilistici che voi volevate ottenere.

In questo primo articolo, ci limiteremo ad informazioni utili per capire quali siano gli effetti ottenibili, ponendo in evidenza però una serie di dettagli fondamentali. In un secondo articolo (in preparazione), approfondiremo l’argomento con questioni più tecniche di dettaglio che vi consentiranno di padroneggiare questa interessante tecnica.
Nel corso del presente articolo, nel paragrafo 1 esamineremo come devono essere i tessuti di partenza per consentire l’ottenimento degli effetti successivamente descritti.
Nei paragrafi 2 e 3 inizieremo a parlare degli effetti melange ottenibili esaminando due jersey di diversa composizione, tinti ciascuno con diverse modalità. In tutti i casi si è giocato in tintura semplicemente su bianco e nero: le varie tonalità di grigio melange sono state ottenute con “tinture selettive”, capaci cioè di tingere una sola fibra per volta, lasciando bianca l’altra  (tecnicamente, si dice che è stata effettuata una tintura con “riserva”).
Nel paragrafo 4 esamineremo qualche caso più complesso, in cui le diverse fibre della composizione sono state tinte con colori differenti. Questa tecnica, non proprio facile sotto l’aspetto della tintura, è molto interessante perché ci consente di addentrarci verso effetti cromatici multicolori illimitati, dipendenti solo dal gusto stilistico e dalla composizione fibrosa del tessuto.
Nel paragrafo 5, infine, osserveremo un caso particolare, molto bello e molto interessante, che consente di ottenere un effetto denim (o jeans) nelle titpiche tonalità dell’indaco, senza impiegare l’indaco, e quindi senza incorrere nelle varie problematiche di questo colorante (scarsa solidità allo sfregamento, alla luce, al sudore, ingiallimenti, ecc.).
Buona lettura!

1. Il tessuto di partenza

Il tessuto di partenza ha un vincolo importante: non può essere composto da una sola fibra. Se il tessuto fosse, per esempio, di 100% cotone o di 100% lana, una volta tinto otterremmo un unico colore uniforme, il che non è quello che vogliamo.
Serve un tessuto di partenza di colore greggio (solitamente ecrù) costituito da una mischia di almeno due fibre diverse. Se le fibre sono più di due, gli effetti ottenibili spesso sono ancora più ampi e particolari.
Oggi sono in commercio molti tessuti costituiti da mischie di varie fibre e, se abbiamo la fortuna di poter tessere appositamente un tessuto per questi scopi, non vi è che l’imbarazzo nella scelta del filato: moltissime filature hanno in catalogo una quantità di filati costituiti dalle mischie più varie.
A titolo di esempio, alcune miste che ben si prestano all’ottenimento degli effetti descritti sono – per esempio – costituite da una componente cellulosica e da una proteica. Sono quindi adatti tessuti realizzati con cotone, viscosa, modal, micromoda, lino, canapa (tutte fibre cellulosiche), purché in mischia con lana, cashmere, seta (proteiche), oppure con poliammide, acrilico, poliestere (quest’ultima fibra ha però limitazioni tintoriali).

Quindi, riepilogando, il tessuto di partenza deve essere:
– composto da almeno due fibre diverse;
– se in maglia: preferibilmente greggio tubolare da macchina circolare;
– se ortogonali (navetta): preferibilmente “pronto per tinta” o”pronto per stampa”.
La scelta tecnica specifica di particolari composizioni fibrose in funzione degli effetti tintoriali voluti è argomento un po’ più complesso che tratteremo come detto in altro articolo: qui rischieremmo di appesantire troppo il discorso.

2. Effetti melange su jersey di Viscosa – Poliammide


Quello che vedete qui a lato è una maglina di jersey realizzata con un filato avente composizione 40% Viscosa (VI) e 60% Poliammide (PA).
Il Campione 1 è il tessuto greggio di partenza.

Il Campione 2 è lo stesso tessuto in cui è stato tinto in nero solo la componente Viscosa (40%). Il risultato è un grigio ferro melange, perché è nero solo il 40% della superficie tessile.

Il Campione 3 è lo stesso tessuto di base (1) in cui è stato tinto in nero solo la componente Poliammide (60%). Il risultato è un grigio antracite melange, perché è nero solo il 60% della superficie tessile.

Il Campione 4 infine è sempre lo stesso tessuto di base (1), in cui sono stati tinti in nero sia la Viscosa che il Poliammide. Il risultato è quindi un nero uniforme, perché è tinta in nero tutta la superficie tessile.

3. Effetti melange su jersey di Viscosa – Lana


Quello che vedete qui a lato è una maglina di jersey realizzata con un filato avente composizione 85% Viscosa (VI) e 15% Lana (WO).
Il Campione 1b è il tessuto greggio di partenza.

Il Campione 2b è lo stesso tessuto in cui è stato tinto in nero solo la componente Lana (15%). Il risultato è un grigio medio melange, perché è nero solo il 15% della superficie tessile.

Il Campione 3b è lo stesso tessuto di base (1b) in cui è stato tinto in nero solo la componente Viscosa (85%). Il risultato è un nero-chiaro melange, perché è nero ben l’85% della superficie tessile.

Il Campione 4b infine è sempre lo stesso tessuto di base (1b), in cui sono stati tinti in nero sia la Lana che la Viscosa. Il risultato è quindi un nero uniforme, perché è tinta in nero tutta la superficie tessile.

4. Effetti melange multicolore su Viscosa – Lana

Quelli che vedete qui sotto sono effetti di tintura su maglina di jersey realizzata con un filato avente composizione 70% Viscosa (VI) e 30% Lana (WO).
Mentre nei casi precedenti si era giocato tingendo in nero una fibra e lasciando bianca l’altra, nei casi riportati in questo paragrafo le due fibre sono state entrambe tinte e con colorazioni opportunamente scelte dallo stilista.
Se avessimo tinto una sola fibra in un colore, lasciando bianca l’altra, avremmo ottenuto una tonalità pastello, poco incisiva.
Con questa modalità tintoriale particolare (che la C. Sandroni & C. effettua e chiama “Serie 800“), le tonalità diventano piene e ben definite, pur mantenendo un aspetto melange molto particolare.

Tutti i colori sono solidi alle normali prove (luce, lavaggio, sudore, sfregamento) e possono superare i normali requisiti (Reach, Oeko Tex, GB Standard, ecc.).
Quelli illustrati sono solo alcuni esempi di tonalità ottenibili, ma la gamma è infinita perché le due fibre che compongono il jersey (viscosa e lana) possono essere tinte ciascuna nel tono colore richiesto dallo stilista.

Ecco di seguito altri toni colore realizzati sulla stessa maglina di jersey avente composizione 70% Viscosa (VI) e 30% Lana (WO).

Tonalità ed intensità sono regolabili a piacere dello stilista, realizzando sfumature ed effetti particolarissimi.

 5. Effetti indaco su miste

Ciò che vediamo nell’ultimo paragrafo di questo articolo riguarda un particolare e ben noto effetto: il jeans, derivante come noto dal degrado per usura di capi confezionati con il denim, tessuto a sua volta tinto con un colorante molto particolare che è l’indaco (che può essere naturale o sintetico, come nel 99,99% dei casi).

Abbiamo ottenuto questi effetti utilizzando tessuti a maglia a coste realizzati con due diversi filati misti:
– nel primo caso (a sinistra): 54% Lino  –  46% Lana Vergine
– nel secondo caso (a destra): 48% Seta  –  42% Lino  –  10% Cashmere
Le singole fibre sono state tinte con coloranti solidi di tonalità differenti e tali da riprodurre l’effetto cromatico di un tessuto denim, tinto con indaco e già in parte delavato.
Vi sono molti e consistenti vantaggi derivanti da questo prodotto tessile e dalla sua tecnica tintoriale, rispetto ad un tessuto simile realizzato con filato indaco.  Fra questi vantaggi possiamo citare:

  • possibilità di tingere in pezza piccoli lotti, mentre il filo indaco deve essere acquistato in quantità tali da poter almeno caricare la macchina circolare di tessitura;
  • solidità elevata a luce, lavaggio e sfregamento, mentre l’indaco è caratterizzato da valori molto bassi per queste solidità
  • riproducibilità elevata fra bagno e bagno
  • possibilità in vari lotti di realizzare sfumature differenti nella gamma del denim (da chiaro a scuro), oppure di realizzare effetti delavati chiaro-scuro simili al denim, ma di colori completamente differenti  (verdone, bordò, ocra, ecc.)

 

TOPICS

Tinture melange ed effetto indaco C. Sandroni & C.

Fibre tessili (Wikipedia)