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Tingere in pezza colori melange

In questo articolo presento alcune interessanti possibilità tintoriali che consentono di ottenere un’ampia gamma di colori melange monocromatici o a più colori partendo da un unico tessuto greggio. I tessuti delle immagini sono stati tutti tinti in pezza partendo da tessuti greggi.

A seconda delle diverse tecniche di tintura utilizzate è possibile ottenere effetti cromatici ed estetici molto diversificati, ricavando articoli differenti uno dall’altro tanto da lasciar pensare a diversi tessuti di base.
Rispetto ad altre modalità di tintura non convenzionali, queste tinture offrono coloriture particolari, solide ai lavaggi e alla luce, ripetibili e certificabili rispetto a molti standard tessili.

Tinture melange, introduzione

Per impiegare vantaggiosamente questa tecnica occorre comprendere alcuni aspetti caratteristici. Le informazioni acquisite in questo post circa filati, tessuti e tinture potranno servirti non solo per realizzare prodotti tessili melange particolari e difficilmente imitabili, ma anche in altre occasioni che vi si presenteranno nel tuo lavoro.

La particolarità del risultato risiede nel fatto che l’aspetto finale ottenuto dipende dall’insieme delle caratteristiche di filatura, tessitura e tintoria: riprodurre l’esatta combinazione dei fattori impiegati per realizzare il vostro prodotto risulterà quasi impossibile anche per un tecnico competente.
Al termine della lettura dovresti essere in grado di prevedere con una certa approssimazione gli effetti ottenibili da determinate composizioni fibrose, mentre per le tonalità occorreranno probabilmente delle prove, oltre ad una sensibilità stilistica che va oltre l’aspetto tecnologico di questo articolo.

Buona lettura!

 

Il tessuto di partenza per tinture melange

Il tessuto di partenza deve essere composto da fibre differenti.
Se il tessuto fosse 100% cotone o 100% lana, una volta tinto otterremmo un colore uniforme, e questo non è ciò che vogliamo.
Serve un tessuto di partenza greggio costituito da una mischia di almeno due fibre diverse. Se le fibre fossero poi più di due, gli effetti ottenibili sono solitamente ancora più ampi e particolari.

Per mischia di almeno due fibre diverse intendo tessuti realizzati con filato in mischia di due fibre diverse, ma anche tessuti realizzati con filati aventi composizione differente. Oggi sono in commercio molti filati e molti tessuti costituiti da mischie di varie fibre. Se avete la possibilità di tessere appositamente il tessuto per questi scopi, potrete scegliere intrecci e composizioni, così da ottenere effetti molto particolari secondo il vostro gusto stilistico. Se invece impiegherete un tessuto già pronto e realizzato con fibre differenti, consiglio di accertare con prove di tintura in laboratorio quali effetti cromatici si potranno ottenere.

Le fibre che possono essere impiegate per realizzare tinture melange sono le seguenti:

  • Cellulosiche: cotone, viscosa, modal, micromoda, lino, canapa
  • Proteiche: lana, angora, alpaca, cashmere, seta
  • Sintetiche: poliammide, acrilico, poliestere

Impiegando fibre appartenenti a gruppi diversi è possibile ottenere contrasti di colore più elevati. Sono particolarmente adatti tessuti realizzati in modal-cashmere, in viscosa-lana, in cotone-lana, in viscosa-seta, ecc. E’ bene ricordare che il poliestere ha limitazioni tintoriali in quanto si tinge in condizioni più drastiche rispetto alle altre fibre (130°C sotto pressione).

 

Tinture melange su jersey 40%Viscosa – 60%Poliammide

Sulla destra sono visibili dei campioni di colore realizzati con maglina jersey fatta da filato in mischia intima di composizione 40% Viscosa (VI) e 60% Poliammide (PA).
La foto mostra quanto segue:

  • Campione 1 : tessuto greggio di partenza.
  • Campione 2 : tintura in nero solo della componente Viscosa (40%). Il risultato è un grigio melange, perché si è tinto solo il 40% circa della superficie tessile.
  • Campione 3 : tintura in nero solo della componente Poliammide (60%). Il risultato è un grigio scuro melange, perché si è tinto il 60% circa della superficie tessile.
  • Campione 4 : tintura in nero sia della Viscosa che del Poliammide. Il risultato è un nero uniforme, perché tutta la superficie tessile si è tinta del medesimo colore nero.

 

 

 

 

 

Tinture melange su jersey 85% Viscosa – 15% Lana

 

 

 

Sulla sinistra sono visibili dei campioni di maglina jersey realizzati con filato in mischia intima di composizione 85% Viscosa (VI) e 15% Lana (WO).
La foto mostra quanto segue:

  • Campione 1b : tessuto greggio di partenza.
  • Campione 2b : tintura in nero solo della componente Lana (15%). Il risultato è un grigio chiaro melange, perché si è tinto solo il 15% circa della superficie tessile.
  • Campione 3b : tintura in nero solo della componente Viscosa (85%). Il risultato è un grigio molto scuro melange, perché si è tinto l’85% circa della superficie tessile
  • Campione 4b : tintura in nero sia della Viscosa che della Lana. Il risultato è un nero uniforme, perché tutta la superficie tessile si è tinta del medesimo colore nero

 

 

 

 

Tinture melange a più colori su Viscosa – Lana

Le fotografie seguenti riproducono effetti di tintura su campioni di maglina jersey realizzati con filato in mischia intima di composizione 70% Viscosa (VI) e 30% Lana (WO). Mentre nei casi precedenti era stata tinta in nero una fibra, o l’altra, o tutte e due,  in questi campioni sono state tinte entrambe le fibre, ma con colori differenti opportunamente scelti dallo stilista.


Tingendo una sola fibra in un colore e lasciando l’altra bianca si ottengono tonalità pastello, molto chiare e quindi poco “incise”. Con questa particolare modalità tintoriale  (Serie 800), le tonalità melange possono essere “piene”, con colori ben definiti pur mantenendo un aspetto melange particolare e interessante.

Tutte queste tinture sono usualmente solide alle normali prove di laboratorio, lavaggio e condizioni di impiego (solidità ISO a luce, lavaggio, sudore acido e alcalino, sfregamento secco e umido), così come possono  essere conformi a diverse certificazioni e standard (GB Standard cinesi, Reach, Oeko-Tex, ecc.).

Quelli illustrati sono solo alcuni esempi di tonalità realizzabili e sono stati realizzati impiegando solo tre miste: la gamma di colori è praticamente infinita, come infiniti sono gli effetti ottenibili impiegando filati e tessuti differenti per costruzione, filati e mischie di fibre.

 

Tinture melange con effetto indaco

Ciò che compare nella fotografia è l’imitazione su maglia del denim (il ben noto tessuto ortogonale dei jeans).

Gli effetti illustrati sono stati ottenuti utilizzando tessuti a maglia (in questo caso a coste) realizzati con due diversi filati misti:
A : 54% Lino 46% Lana Vergine
B : 48% Seta 42% Lino 10% Cashmere

e tinture sono state effettuate con coloranti di tonalità differenti, scelte in modo tale da riprodurre l’effetto cromatico di un tessuto denim tinto indaco e delavato.
Questa modalità presenta molti vantaggi importanti rispetto a un tessuto realizzato con vero filato indaco.
Per esempio, nella nostra tintura melange ad imitazione del denim abbiamo:

  • possibilità di tingere piccoli lotti: usando filato indaco si devono invece acquistare un numero di rocche pari alle cadute della macchina circolare di tessitura;
  • solidità elevata alla luce, al lavaggio e allo sfregamento: l’indaco ha invece basse solidità;
  • nessuno sporcamento delle macchine di tessitura;
  • nessuno sporcamento degli operatori in fase di confezione dei capi;
  • riproducibilità elevata della nuance fra bagno e bagno;
  • possibilità di ottenere gradazioni di blu differenti per simulare l’effetto di jeans più o meno delavati;
  • possibilità di ottenere l’effetto denim anche in tonalità completamente diverse, tipo verdone, bordò, ocra, ecc.

Il post finisce qui, ma se hai ancora un po’ di tempo potresti essere curioso di sapere qualcosa in più sui tuoi jeans e sul denim di cui sono fatti. In questo caso …buona prosecuzione di lettura!


Curiosità su jeans ed indaco

L’aspetto particolare del jeans deriva dal degrado per usura del tessuto di cui sono costituiti: lavaggi e invecchiamento.
Il tessuto dei jeans si chiama denim, è di tipo ortogonale (cioè è prodotto su telaio rettilineo) ed è costituito da due fili di diverso colore: uno blu in ordito, l’altro ecrù o bianco in trama. Il filo blu è tinto con un colorante particolare di nome “indaco”.
L’indaco è un colorante (precisamente: un pigmento) di origine vegetale, scoperto e coltivato in India che gli ha dato nome. Oggi l’indaco viene prodotto artificialmente per sintesi, ma la molecola colorante rimane la stessa di allora, derivata dall’indolo. 

L’indaco è una polvere bluastra insolubile in acqua, ma ha una particolarità. Aggiungendo un riducente (idrosolfito) e un alcali (soda caustica) la polvere blu dispersa in acqua improvvisamente si scioglie. La soluzione cambia colore: da blu opalescente diventa limpida di colore giallo brillante un po’ verdastro. Questa soluzione tinge perfettamente il cotone che diventa a sua volta giallo verdastro. Quando il cotone viene esposto all’aria, l’ossigeno in essa contenuto ossida l’indaco che riacquista così il suo colore blu ritornando insolubile. Le microparticelle di indaco blu restano “intrappolate” nella fibra di cotone che appare finalmente di colore blu.

Vari (e vani…) sono stati i tentativi di imitare il tessuto denim con il tessuto a maglia. La ragione degli insuccessi risiede nella diversa struttura dei due tessuti: il denim è una tela ortogonale con un ordito (blu) e una trama (ecrù o bianca), mentre la maglia è fatta da un solo filo che quindi può essere blu o bianco. Si possono impiegare due fili abbinati blu e bianco, ma l’effetto cromatico non è certo simile al denim. Qualcuno ha realizzato tessuti a maglia impiegando filato blu già tinto indaco, per poi effettuare dei lavaggi e ottenere una sorta di effetto jeans. Vi sono tuttavia diversi problemi: fra questi l’elevato sporcamento delle macchine di tessitura, oltre a un aspetto cromatico troppo uniforme, ben diverso del denim e all’imbrattamento degli impianti di lavaggio e finissaggio. 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

(rev.04 – 12/09/18)

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