Antibatterici 1. Principi e idee

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Trattamenti antibatterici di prodotti tessili

L’argomento antibatterici su prodotti tessili è innovativo, molto interessante e nel contempo ancora poco conosciuto: apprenderne alcuni aspetti può consentirti di conferire un valore aggiunto fondamentale al tuo prodotto tessile, così da renderlo unico e completamente diverso dalla concorrenza, oltre che decisamente interessante agli occhi dei tuoi clienti.

Questo è un primo articolo introduttivo, dove troverai principi e idee di prodotti tessili antibatterici.
Trattamenti, norme e misurazioni di antibattericità potrai invece trovarli nella parte 2, in quest’altro articolo.

 

Parliamo di antibatterici e tessili antibatterici

Questo articolo è una introduzione ai trattamenti antibatterici per prodotti tessili. Obiettivo finale è porre in luce opportunità e vantaggi nel realizzare prodotti tessili antibatterici; in questa prima parte tratterò alcuni elementi di base, semplici ma essenziali per capire alcuni aspetti importanti e conoscere qualche esempio di prodotto tessile innovativo antibatterico.

Troverai una premessa riguardante sudore e deodoranti. Che c’entrano con i tessili antibatterici? C’entrano eccome! Leggendo alcune considerazioni su sudore e deodoranti ti sarà facile capire il principio su cui si basano i trattamenti antibatterici per prodotti tessili.
Come esempio ti porterò poi tre applicazioni di tessili antibatterici, evidenziando le ragioni per cui il trattamento antibatterico costituisce il valore aggiunto determinante di questi prodotti. I tre casi riguardano sport, camici professionali e tessili per anziani e bebè.
Pubblicherò presto un secondo articolo in cui definiremo meglio come scegliere e valutare il trattamento antibatterico adatto al tuo caso specifico.

Pronto? Buona lettura!

Perché fare un prodotto tessile antibatterico

Dal punto di vista dei batteri, i prodotti tessili sono ottime sedi per per prendere casa e riprodursi, soprattutto quando le condizioni ambientali sono particolarmente favorevoli, come un buon livello di umidità, 37°C di temperatura e la disponibilità di una fonte di nutrimento. L’abbigliamento intimo è un habitat ideale, quando indossato e soprattutto se la persona tende a sudare, così come i capi per gli sport in genere, e come pure calze e interno calzature.
In tutti questi casi può verificarsi  proliferazione batterica notevole e questo fatto comporta formazione di odori sgradevoli, compromissione dell’igiene e, in certi casi, anche rischio di insorgenza di alcune patologie.

 

Antibatterici: cosa accade quando sudiamo

Tutte le persone sudano, chi più, chi meno, e il sudore non ha odore perché è costituito da una soluzione acquosa molto diluita di sali minerali (ioni sodio, potassio e cloruro) e tracce di urea e cresoli (isomeri del metil-fenolo): miscela il cui odore non è percepibile dal nostro naso. Nessuno dunque dovrebbe sviluppare odori sgradevoli a causa del proprio sudore, ma sappiamo che non è così. Perché?

La ragione del cattivo odore sta nei batteri che prolificano, grazie all’ambiente ideale che forniamo loro: un luogo umido a causa del sudore; una temperatura ottimale (37°C) per la loro sopravvivenza e attività riproduttiva; sostanza nutritiva organica quanto basta, prodotta da alcune nostre ghiandole. I batteri sono molto attivi… ogni 20 minuti circa il loro numero raddoppia.

Molti muoiono, ma tantissimi nascono: il saldo netto fra nati e morti è fortemente positivo sicché il loro numero aumenta (spaventosamente) in modo geometrico ogni 20 minuti (mille-quattromila-ottomila-sedicimila, ecc). A provocare odore sgradevole concorre l’attività dei batteri vivi che, con il loro metabolismo, trasformano alcune molecole organiche in sostanze maleodoranti e i batteri morti, a causa del loro stato. L’odore aumenta via via che il numero di batteri cresce (esponenzialmente): da assai ridotto all’inizio di una attività fisica fino ad insopportabile dopo svariate ore.
Come possiamo limitare questo inconveniente? Un metodo c’è, ben noto: usare un deodorante!
 (per una approfondita e completa trattazione del sudore e del suo odore potete leggere qui).

 

Antibatterici, come funziona il deodorante?

Per inibire la formazione di odori sgradevoli di sudore, occorre una sostanza che inibisca l’attività fermentativa dei batteri e che, eventualmente, mascheri l’odore delle molecole volatili mediante profumazioni gradevoli.
Questa sostanza è il comune deodorante, costituito sostanzialmente da un batteriostatico più un profumo. Il profumo dipende dalla marca, caratterizza il deodorante e rendere il deodorante più gradevole. Il batteriostatico, invece, è il vero principio attivo e solitamente non ha odore.
Che cosa significa “batteriostatico” e perché impedisce il cattivo odore?

Ecco cosa dice Wikipedia: “Un agente batteriostatico è un (…) agente antimicrobico (…) in grado di inibire o limitare la replicazione batterica senza uccidere il microorganismo. L’utilizzo di questi antimicrobici viene fatto per limitare una infezione batterica, ma non per eliminarla“. Questo significa che il deodorante fa proprio quel che ci serve, e cioè impedisce che i batteri aumentino di numero, senza tuttavia ridurne la quantità presente. Meno batteri si moltiplicano, meno microrganismi hanno attività metaboliche, meno ne muoiono, meno odore sgradevole si genera!

Sostanzialmente, con il deodorante i batteri non crescono esponenzialmente ogni 20 minuti, ma il loro numero tende a restare quasi invariato rispetto all’inizio. Se ci laviamo (e quindi riduciamo il numero di batteri presenti) e mettiamo un deodorante, i pochi batteri presenti restano pochi e così rimaniamo privi di odori e freschi.
Noi mettiamo il deodorante perché è profumato e crediamo assorbe i cattivi odori: invece ci cospargiamo con un batteriostatico che limita la crescita numerica di batteri. Il profumo non c’entra nulla: ciò che conta è solo controllare la riproduzione dei batteri…


Due note curiose (…non essenziali)

Differenza fra “batteriostatici” e “battericidi”

Il batteriostatico (come il deodorante) fa sì che il numero di batteri non cresca. Il battericida riduce il numero di batteri (eventualmente fino a sopprimerli tutti). I deodoranti devono essere batteriostatici: l’azione battericida infatti è riservata a disinfettanti e antibiotici, non ai deodoranti (il perché, al paragrafo successivo…).

Perché lavarsi prima del deodorante

Per non emanare odori sgradevoli abbiamo bisogno di “accompagnarci” ad un numero di batteri ridotto e che questo non cresca. Il deodorante è batteriostatico, quindi va bene perché tende a conservare il numero di batteri inizialmente presenti. Lavandoci, noi riduciamo il numero di batteri presenti e quindi la successiva applicazione di deodorante tende a conservarne questo ridotto numero presente dopo esserci lavati. Se non ci laviamo, potremmo avere una elevata carica batterica, e tale si manterrebbe dopo il deodorante (con conseguente emanazione di odori sgradevoli). Quindi: sempre prima lavarsi, poi mettere il deodorante (come le mamme giustamente insegnano ai ragazzini!).

Già che ci siamo, un accenno a due pensate (inutili) caso mai non ci si volesse lavare prima del deodorante…
– Pensata 1: usare un deodorante con profumazione “forte” così da coprire il cattivo odore di sudore… Pessima idea! Gli odori non si “cancellano” mai, ma si sommano uno con l’altro, combinandosi come i colori: il risultato sarà il profumo più l’odore di sudore, il che ben difficilmente sarà gradevole!
– Pensata 2: fare un deodorante battericida… Ebbene, funzionerebbe, solo che è proibito! Sulla pelle ci sono anche batteri-amici che non vanno uccisi; inoltre, potremmo indurre resistenze batteriche, cioè addestrare alcuni batteri a resistere agli antibiotici, e questa non sarebbe cosa buona…


Idea 1. Antibatterici per lo sport

Fare sport comporta generalmente notevole incremento della traspirazione,  con sudorazione talvolta particolarmente rilevante. I capi a contatto con la pelle si intridono di sudore, generando normalmente odori sgradevoli. E’ il caso delle T-shirt da running, dei sottotuta da scherma e da motociclismo, dell’abbigliamento per ciclismo e per molte altre attività e discipline sportive che comportano sudorazione e capi a contatto con la pelle. La generazione di cattivi odori non si limita durante l’indosso, ma prosegue anche dopo l’uso dell’abbigliamento, quando il capo rimane nella sacca, o nel cesto della biancheria prima di finire in lavatrice.

Se vogliamo evitare odori sgradevoli durante l’attività sportiva e, al contempo, la necessità di lavare gli indumenti appena rientrati a casa, una buona idea è certamente ricorrere ad un trattamento antibatterico sul tessuto di cui è fatto il capo.

Il trattamento si comporta come un deodorante permanente applicato al tessuto.


Idea 2. Camici antibatterici per uso medico, dentistico, alimentare

Altro caso di interesse è costituito da camici, abbigliamento da lavoro e, in alcuni casi, abbigliamento intimo destinato a determinate categorie professionali. Per esempio:
– camici e abbigliamento per medici, infermieri, dentisti, assistenti, operatori sanitari;
– abbigliamento da lavoro di personale di farmacie, cosmetica, centri diagnostici
– abbigliamento del personale a contatto con alimenti

I camici dei medici ospedalieri sono particolarmente soggetti allo sviluppo di batteri. Le visite ai pazienti, la frequentazione di corsie, corridoi, studi di visita e ambienti comuni comporta una notevole contaminazione da parte di agenti patogeni. I camici dei medici ospedalieri vengono usualmente lavati e sterilizzati, ma ciò non toglie che dopo pochi giorni la carica batterica diventi rilevante. Questo fatto può generare infezioni nosocomiali talvolta anche gravi. In questi casi, un trattamento antibatterico opportuno, selezionato fra quelli maggiormente  resistenti ai lavaggi ed efficace contro germi gram-positivigram-negativi, risulta di grande utilità.
Una problematica molto simile si pone per personale professionalmente a contatto con farmaci, esami di laboratorio, alimenti e preparazioni alimentari, studi dentistici, farmacisti, laboratori di analisi, ma anche banchi di vendita di carni, formaggi e cibi sfusi in genere. In tutti questi casi, la garanzia di un abbigliamento igienicamente sano può fare la differenza.

Idea 3. Tessili antibatterici per neonati e anziani

E’ certamente una buona idea poter garantire alla prima infanzia prodotti tessili asettici, sia per garantire assenza di germi patogeni su tessuti a contatto con il bimbo, sia per assicurare l’igiene potenzialmente compromessa da saliva, residui alimentari e liquidi organici. Prodotti tessili trattati antibatterici possono offrire questa garanzia ed accrescere l’igiene del bimbo.

Anche le persone molto anziane possono trarre giovamento da prodotti tessili antibatterici. Si pensi all’abbigliamento intimo e soprattutto a quello da letto per persone costrette a passarvi molte ore. Questi indumenti tessili, a contatto con liquidi organici o semplicemente con la pelle del paziente, se trattati con antibatterici possono prevenire l’insorgenza di infezioni e patologie. In particolare,  persona allettate, o con handicap che comportano ridotta o nulla capacità motoria, possono trarre benefici notevoli dall’impiego di tessili antibatterici.

Calze, calzature, borse, cucce e pochettes antibatterici…

La gamma delle possibili applicazioni è molto ampia e occorrerebbe aggiungere molti altri casi in cui un trattamento antibatterico può portare  reale vantaggio all’utilizzatore, oltre che costituire indiscutibile ed apprezzabile innovazione.
Altri esempi sono i seguenti:

  • Tessuto antibatterico interno calzature: mantiene l’igiene del piede ed evita la formazione di cattivi odori
  • Trattamento antibatterico di calze da uomo e donna: mantiene l’igiene del piede ed evita la formazione di cattivi odori
  • Interno borse e borsette con tessuto antibatterico: si crea un ambiente sempre igienizzato in cui riporre chiavi, cellulare e oggetti potenzialmente dotati di carica batterica
  • ed ancora: interno di custodie per occhiali, cucce per piccoli animali, particolari tessili di accessori tessili come braccialetti, pochettes, fazzolettini, ecc.

La tua fantasia unita alla tecnologia tessile innovativa può produrre nuovi capi e nuovi oggetti che interessano i brand e incontrano il favore degli utilizzatori.

Ti ricordo infine che per trattamenti, norme e misurazioni di antibattericità potrai approfondire nella parte 2, in quest’altro articolo.

 

Buon lavoro!

 

(Rev.03 – 19/09/18)

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