Antimacchia e idrorepellenti 3. Misurazione

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Misurare

Ecco una questione fondamentale: non sempre misuriamo le cose! Misuriamo quando compriamo a peso o a metri. Raramente misuriamo negli altri casi. Quasi mai si misurano efficacia e durata dei trattamenti, nemmeno di antimacchia e impermeabili…. Invece è importante farlo! In questo post ti dimostrerò che misurare certi trattamenti è molto importante e dà vantaggi che fanno la differenza fra il tuo prodotto e quello della concorrenza. Buona lettura!  

Premessa

Se riesci ad eseguire misure ed ottenere numeri che riguardano la qualità di un trattamento, in particolare se idro-oleorepellente, o antimacchia, o emorepellente puoi capire, e a tua volta comunicare, dei valori importanti del tuo prodotto tessile. Misurando, accerti la qualità del trattamento che hai richiesto; inoltre: sai cosa raccontare ai tuoi clienti, rendendoti credibile perché hai dei dati certi. Fai bella figura… non è poco!  

Partiamo dall’inizio…

Quando chiedi un trattamento impermeabile, antimacchia, antigoccia, antisporco, emorepellente, dovresti sempre esplicitare chiaramente “quanto” ti aspetti che il tuo prodotto sia impermeabile, antimacchia, antigoccia, antisporco, emorepellente. Queste parole definiscono soltanto “cosa vuoi”, ma non “quanto vuoi” che il trattamento sia “efficace” o “duraturo”! Vuoi che il tuo prodotto tessile sia impermeabile per non macchiarsi con una goccia di caffè, o impermeabile per non bagnarsi sotto un acquazzone? Vuoi un antisporco perché il tuo prodotto respinga la polvere o perché non si sporchi strisciando sulla strada? Sono cose diverse! Quando chiedi un trattamento, indica “che cosa” vuoi, ma completa la richiesta spiegando “come” (o “quanto”) tu intendi che lo sia! Puoi spiegarti con le parole, ma non è facilissimo. La cosa migliore è usare numeri che si ricavano con le misurazioni: un modo al quale ti abituerai in fretta, che garantisce a tutti precisione e ripetibilità.  

Misurare antimacchia, idro-oleorepellenza, emorepellenza

Misurare serve per accertare che il trattamento sia davvero quello che dà al tuo prodotto le caratteristiche che desideravi. Non solo. Misurare oggi ti permetterà di verificare domani la costanza qualitativa di quello che produrrai. Oppure, potrai sapere quanto determinate prestazioni si siano attenuate a distanza di tempo, o dopo un certo numero di lavaggi. Misurare i trattamenti in genere, idro-oleorepellenti compresi, ti permette di acquisire informazioni utili per valorizzare il tuo prodotto.  Ti eviterà anche sorprese spiacevoli o contestazioni a distanza di tempo.    

Come si misura un trattamento idro-oleorepellente

Quanto ti esporrò vale anche per altri trattamenti tessili: non solo per l’idro e l’oleorepellenza! Ti propongo due modalità di misurare: scegli quella che più ti convince. La prima: utilizza una norma. La seconda: usa un metodo tuo. Le due soluzioni in effetti sono radicalmente diverse! Ma possono andare bene entrambe: l’importante è che ne adotti una delle due e che rispetti qualche regolina elementare!  Entriamo nei dettagli.  

1. Utilizza una Norma

Cos’è una Norma? E’ un documento suddiviso in paragrafi, in cui un ente (solitamente di livello internazionale) ha meticolosamente descritto tutti i passaggi che bisogna eseguire per fare una certa misura di/su qualcosa. A prima vista le norme sembrano noiose e pedanti. Hanno però un vantaggio: spiegano così bene come va misurato qualcosa che diventa quasi impossibile sbagliare a misurare. In qualunque parte del mondo, chiunque può seguire quel che è scritto e otterrà il medesimo risultato di misurazione. Questo è MOLTO importante! Il risultato di una misura fatta (da un laboratorio accreditato) secondo una certa Norma puoi scriverlo sul tuo prodotto ed essere certo che chiunque lo ricontrollasse (anche in Australia…) troverà un valore analogo a quello che tu hai dichiarato. Un bel vantaggio, no? Un ulteriore vantaggio delle norme… In epoca abbastanza recente, abbiamo un po’ capito tutti che, quando c’è di mezzo “una norma”, le cose di solito son fatte bene… L’impianto del gas deve essere “a norma”, le prese di corrente sono “a norme”, i tubi filettati sono “a norme DIN”…  Quando scrivi che il tuo prodotto tessile ha un’idrorepellenza secondo la norma UNI-ISO XY, dichiari un valore certo e puoi darlo con sicurezza al tuo cliente; in più, sarai considerato affidabile e corretto. E questo è un vantaggio!  

2. Utilizza un metodo tuo

Può essere che il ricorso alle norme sia eccessivo, o troppo costoso. Oppure la misura serve solo a te, per verificare che il prodotto vada bene per un certo scopo. In questi casi puoi misurare con un metodo di prova che tu stesso stabilisci. Tecnicamente si chiama metodo interno. In cosa consiste? Banalizzo per spiegarmi. C’è stato un tempo in cui le ferrovie di un certo Paese europeo provavano il tessuto dei sedili dei loro treni versando sopra un “cappuccino” fatto di latte scremato, caffè, orzoro e qualcos’altro. Vedevano cosa succedeva e decidevano se il tessuto andava bene oppure no. Questo è un “metodo interno”! Fai costumi da bagno idrorepellenti? Potresti indossare il costume, nuotare 10 minuti, uscire dall’acqua e misurare quanto tempo impiega il costume ad asciugare. Anche questo è un “metodo interno”. Ho conosciuto clienti che hanno escogitato molti metodi curiosi, diversi, tutti “rispettabili”. Quando escogiti il tuo personale metodo rispetta però una regola. Eccola.

Definisci esattamente tutti i dettagli del tuo metodo

Se la tua prova consiste nel versare caffè sopra al tessuto e vedere che non macchi, va tutto bene, ma non puoi scriverla così! Mancano dettagli fondamentali, senza i quali i risultati potrebbero cambiare sullo stesso pezzo di tessuto!!!  Questo è grave! Per rendere valida la prova del caffè devi indicare altri dettagli: per esempio la temperatura del caffè; quanto ne impieghi; da che altezza e come lo versi. Non sarebbe male precisare se il caffè va fatto con la moka o con le cialde, e quanto zucchero ci metti! Dettagli inutili? No!! Senza di essi avrai risultati diversi sullo stesso pezzo di tessuto! Quindi i dettagli sono indispensabili. Il vantaggio di un metodo interno è che lo esegui tu stesso quando serve, per capire in fretta se il prodotto va bene, oppure no.  

Chi misura

Abbiamo chiarito che la norma è il sistema più preciso, ma devo suggerirti di rivolgerti ad un laboratorio, possibilmente accreditato specificatamente per quella prova. Puoi trovare in rete il laboratorio di prove tessili più vicino a te. Potresti anche procurarti la norma ed eseguire tu quel che vi è scritto: talvolta però occorrono strumentazioni e reagenti dei quali potresti non disporre. Una raccomandazione: a chi effettua il trattamento, comunica sempre  come valuti o misuri la conformità del tuo prodotto. Chi esegue il trattamento potrà così progettarlo adeguatamente e soprattutto provarlo al termine della lavorazione, per essere sicuro che il trattamento effettuato sia conforme.  

Chi esegue i trattamenti?

Suggerisco di affidare questo genere di trattamenti ad aziende competenti e attente agli aspetti tecnici e qualitativi. Ti suggerisco di rivolgerti ad aziende che abbiano una certificazione ISO 9001:2015. Chiedi loro evidenza del possesso di questa certificazione. Con la ISO 9001 l’azienda deve avere al proprio interno un “sistema qualità” certificato che la impegna a determinati standard di controllo e, soprattutto, a misurare quel che produce, così da evitarti sgradevoli sorprese. Con aziende ISO9001 puoi concordare norme e metodi di prova ed essere ragionevolmente certo che il tuo prodotto sia trattato adeguatamente. Puoi anche richiedere una dichiarazione di conformità che attesti i risultati conseguiti.  Se invece l’azienda che effettua il trattamento non ha certificazione ISO 9001, allora dovrai adottare qualche accorgimento prudenziale in più. Ti consiglio di provare ogni lotto dopo il trattamento; se adotti una norma, dovrai rivolgerti ad un laboratorio accreditato. Un fornitore non certificato ISO 9001 ti comporterà qualche costo e tempo aggiuntivo per il controllo e la sorveglianza del prodotto. Valuta quindi attentamente a quale azienda rivolgerti per le tue necessità.  

Alcune norme di riferimento

Ecco alcune norme per le misure di idro-oleorepellenza ed emorepellenza. Ne esistono molte, a seconda del Paese: queste sono le più diffuse. Per ciascuna di esse occorrerebbe un commento ampio, ma non è qui la sede per addentrarci ulteriormente nei dettagli.
  • UNI EN 29865 Descrive un metodo per determinare l’idrorepellenza dei tessuti mediante prova con annaffiamento a pioggia, conosciuto come metodo Bundesmann. La prova può essere impiegata per valutare l’efficacia dei procedimenti di finitura applicati ai tessuti per renderli idrorepellenti.
  • UNI EN ISO 4920:2013 Descrive un metodo di prova mediante spruzzo per determinare la resistenza alla bagnatura superficiale con acqua di qualsiasi tessuto che abbia o meno ricevuto un trattamento impermeabilizzante o idrorepellente.
  • UNI EN ISO 14419:2010 Descrive un metodo per valutare la resistenza alle macchie d’olio. Più alto è il grado di oleorepellenza, migliore è la resistenza dei materiali alle macchie oleose, in particolare alle sostanze oleose liquide.
  • ISO 16603:2004 Descrive un metodo per determinare la resistenza dell’abbigliamento protettivo alla penetrazione di sangue e fluidi corporei. Impiega sangue sintetico.
  • UNI EN 14126:2004 Si compone da diverse parti che specificano i requisiti e descrivono vari metodi di prova per gli elementi di protezione riutilizzabili e di uso limitato che forniscono protezione contro gli agenti infettivi.
  In rete vi sono molti video sul tema dell’idrorepellenza e cose simili. Ne ho scelto uno che mostra un metodo di prova comune a vari test normati per l’idrorepellenza. Si chiama “metodo Bundesmann” ed è descritto nella norma europea UNI EN 29865 e in quella americana AATCC 22. Buona visione!         (Rev.3-30/11/18)
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